Contributo a cura dell'Avv. Alessandro Pachera. I genitori, per il solo effetto della nascita, acquisiscono, nei confronti dei figli, diritti e doveri che permangono indipendentemente dalle sorti della loro unione personale. Sposati o non sposati, conviventi o meno, non fa differenza. La responsabilità genitoriale li obbliga a concorrere, in proporzione alle rispettive sostanze e capacità di lavoro, al mantenimento della prole. Oggi cerchiamo di capire fino a quando un figlio, divenuto maggiorenne, ha diritto al mantenimento. Si è soliti pensare che si debba mantenere un figlio “finché è piccolo”, “fino a quando non avrà 18 anni” ma così non è. La legge italiana non pone un limite preciso. Stabilisce che i figli hanno diritto ad essere mantenuti dai genitori fino a quando non siano indipendenti economicamente. Per molti anni i Giudici hanno dato grande considerazione al fattore età, di modo che più il figlio maggiorenne era giovane, più probabilità aveva di continuare ad essere mantenuto dai genitori. La recente Giurisprudenza ha però ribaltato questo principio. Figli di 22 anni si sono visti privare dell’assegno di mantenimento dei genitori, di modo che può ormai dirsi che l'età del figlio non è più un elemento determinante. Il figlio divenuto maggiorenne ha il dovere di formarsi al fine di raggiungere una competenza professionale o tecnica che gli consenta di affacciarsi con successo sul mondo del lavoro. Egli ha il diritto di seguire le proprie aspirazioni e attitudini, ma tenendo presente che i genitori non hanno una funzione assistenziale incondizionata ed illimitata. Essi devono mantenere il figlio fino a quando questi non sia in grado di sostenersi da solo, o fino a quando questo gli sia impedito esclusivamente da fattori oggettivi contingenti o strutturali legati all’andamento dell’occupazione e del mercato del lavoro. Il figlio deve fare tutto quanto è in suo potere per rendersi autonomo. Seguire con profitto un corso di studi od un progetto formativo nei tempi stabiliti, partecipare a corsi di formazione professionale, inviare curricula ad aziende ed agenzie specializzate, valutare e non rifiutare immotivatamente congrue offerte di lavoro, sono solo alcuni dei comportamenti che vengono richiesti al figlio che pretenda di continuare ad essere mantenuto. Fino al momento in cui il figlio non abbia esaurito il ciclo di studi o di formazione, l’onere di provare che il figlio può mantenersi da solo, e dunque non ha più diritto al mantenimento, spetta al genitore. Esaurito il percorso formativo sarà onere del figlio, invece, provare di essersi adoperato per rendersi autonomo economicamente impegnandosi a trovare un lavoro, e le eventuali cause oggettive che glielo abbiano impedito. In un caso molto recente il Tribunale ha revocato l’obbligo del padre divorziato di mantenere il figlio maggiorenne, in quanto questi aveva abbandonato senza motivo il percorso formativo che stava seguendo, ed aveva rifiutato alcune offerte di lavoro che gli erano arrivate, senza dimostrare alcuna diversa e coerente scelta progettuale alternativa. Riferimenti normativi: art. 337 septies c.c. Cosa dice la legge italiana.
L’indipendenza economica è un concetto labile: un figlio può rimanere a carico dei genitori per ragioni oggettive indipendenti dalla sua volontà, o semplicemente perché non cerca un lavoro, o lo rifiuta non considerandolo adeguato. Sarà il Giudice a decidere se il figlio abbia, o meno, diritto ad essere mantenuto dai genitori, valutando, caso per caso, le ragioni di chi pretende essere mantenuto e di chi deve mantenere.
Per fare ciò egli si attiene ai seguenti principi delineati negli anni dalla Giurisprudenza:
a) Deve esserci proporzionalità tra l’età del figlio ed il dovere di mantenerlo. Più è giovane e più, tendenzialmente, avrà diritto ad essere mantenuto.
b) Dovrà essere valutato il percorso formativo del figlio, in sintonia con le sue aspirazioni e attitudini.
c) Dovrà essere valutato il comportamento del figlio.Cosa si intende per età del figlio.
Cosa si intende per percorso formativo del figlio.
Il comportamento del figlio quale deve essere?
Cosa succede in caso di contenzioso?
In definitiva sempre meno tolleranza per i figli maggiorenni sfaticati e sfaccendati.
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