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Gli strumenti di tutela delle invenzioni e del “saper fare” aziendale

Contributo dell'Avv. Laura Tessari.

Numerosi studi e ricerche evidenziano come il valore delle aziende è oggi in larga misura riconducibile ai beni immateriali ed il know-how di cui dispongono. Il possesso di titoli di proprietà industriale e il loro valore assume una sempre maggiore rilevanza nella definizione del posizionamento competitivo dell’azienda. Il portafoglio titoli è uno degli elementi più significativi per analizzare le prospettive di mercato e quelle di sviluppo dell’impresa.

​Tutela delle invenzioni: marchi, brevetti e disegni

Il predetto “vantaggio competitivo” può essere acquisito con la brevettazione (è il caso di invenzioni - modelli di utilità) o con la registrazione (disegni o modelli ornamentali e marchi).

  • ​il brevetto è un titolo in forza del quale viene conferito un monopolio temporaneo di sfruttamento sull'oggetto del brevetto stesso, consistente nel diritto esclusivo di realizzarlo, di disporne e di farne oggetto di commercio, nonché di vietare a terzi di produrlo, di usarlo, di metterlo in commercio, di venderlo o di importarlo. L'invenzione industriale è una soluzione nuova ed originale ad un problema tecnico, atta ad essere realizzata ed applicata in campo industriale. Il monopolio, che decorre dalla data di deposito della domanda, dura 20 anni e non può essere rinnovato, né può esserne prorogata la durata. NB l’invenzione deve essere segreta al momento del deposito.
  • Il marchio è il segno utilizzato nel commercio per identificare i prodotti. Il marchio è il simbolo che permette ai clienti di riconoscere i prodotti e distingue l’azienda nei confronti dei concorrenti. Registrando il marchio, si può proteggerlo e consolidarlo.
  • Per disegno o modello s’intende l’aspetto dell’intero prodotto o di una sua parte (disegno bidimensionale ad es. un pattern; modello tridimensionale) quale risulta, in particolare, dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale e/o dei materiali del prodotto stesso e/o del suo ornamento, a condizione che siano nuovi e abbiano carattere individuale. Con il modello registrato si protegge quindi la forma o il disegno di un prodotto. Per prodotto si intende qualsiasi oggetto industriale o artigianale, compresi gli imballaggi, i simboli grafici e i caratteri. Possono rientrare nella tutela delle invenzioni anche parti di prodotti che possono essere smontate e rimontate. Non importa che la forma sia bella o brutta, è necessario che abbia un carattere individuale, ovvero che per le sue caratteristiche si differenzi da tutte le altre. Il periodo di protezione del disegno o modello dura 5 anni dalla data di presentazione della domanda e può essere rinnovata fino ad un massimo di 25 anni.  

Quando invece si ha interesse a tutelare le fasi del processo creativo”, è possibile avvalersi di un innovativo servizio messo a disposizione dalla World Intellectual Property Organization, che permette di ottenere la prova dell’esistenza di un file digitale in un determinato momento, tutelandolo indipendentemente dal fatto che il risultato divenga poi oggetto di una privativa.

Tale metodo è utile per certificare l’esistenza di:

  • ​segreti commerciali (es. file che contiene la lista clienti)
  • lavori creativi e artistici (pattern, lavori di architettura)
  • schemi tecnici, piani, progetti
  • Codice di programma
  • Ricerche (rapporti, note di laboratorio)
  • Algoritmi, sequenze genetiche

​Tutela delle invenzioni e protezione del know-how

Infine, per le realtà aziendali, risulta particolarmente importante provvedere alla tutela delle invenzioni anche attraverso la tutela del proprio know-how (ossia il sapere che costituisce la “forza” dell’azienda dal punto di vista sia tecnico ché commerciale) per metterlo a riparo da furti che possono compromettere la competitività dell’impresa sul mercato. A tal proposito è necessario che l’imprenditore adotti misure di tutela soprattutto nei confronti dei dipendenti, dei collaboratori, dei subfornitori che vengono a conoscenza delle procedure di realizzazione di semilavorati nonché dei potenziali clienti che visionano, ad esempio, prodotti di campionario.

 Si ritiene comunemente necessario che il titolare delle informazioni (ossia del know-how da proteggere) renda edotti i propri dipendenti e i propri collaboratori circa la natura “segreta” delle informazioni (ad esempio, della segretezza delle “liste clienti” e “liste fornitori”) e della necessità di mantenere tale segretezza anche nei confronti dei terzi.

La giurisprudenza, nei casi di “furto di know-how”, tutela l’imprenditore al quale sono state sottratte informazioni riservate quando lo stesso è in grado di dimostrare di aver adottato le seguenti misure di protezione:

  • misure interne all’azienda: direttive, circolari interne, protocolli, ordini di servizi da adottare nei confronti dei dipendenti/collaboratori vincolati all’impresa – con il fine di rendere manifesta la volontà del titolare delle informazioni di renderle segrete. Utilizzo di password e username negli archivi informatici e database. Corretta gestione delle copie cartacee dei file riservati (ad esempio, nelle schede tecniche o nei cartigli è necessario indicare che il documento è di proprietà aziendale ed è severamente vietata la riproduzione).
  • misure esterne all’azienda (da adottare nei confronti di terzi es. fornitori, terzisti): patti di non concorrenza o accordi di segretezza.

In conclusione, è importante comprendere che piccoli accorgimenti consentono all’imprenditore la tutela delle invenzioni attraverso la protezione delle idee, delle opere e dei processi frutto dell’innovazione, assicurando alla propria azienda un vantaggio competitivo ed aprendo la possibilità di valorizzare l’innovazione acquisendo nuovi mercati e, di conseguenza, la possibilità di continuare ad investire sul futuro.

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